PAX et AMOR

" Chi si lamenta, non è un monaco; chi fa il male in cambio del male, non è un monaco; chi cede all'ira, non è un monaco" (Abate Pastor)



lunedì 2 maggio 2016

Ascensione (C)

Briciole dalla Tavola della Parola
Ascensione (C)
Vangelo Lc 24, 46-53



Dal vangelo secondo Luca
46 «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno 47 e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48 Di questo voi siete testimoni. 49 E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto».
50 Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. 51 Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. 52 Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; 53 e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

PAROLA DEL SIGNORE

BRICIOLE:

Due movimenti: uno dal basso verso l'alto e un altro dal centro (Gerusalemme) si propaga ovunque, in ogni direzione!
Questa energia scaturisce dal nome "Gesù: Dio salva" proclamato a tutte le genti che porta la conversione e il perdono dei peccati!
Ciò non è avvenuto solo allora, ma accade anche oggi, anche ora, nel momento dell'annuncio ecco che la forza della "testimonianza-martirio" opera silenziosamente e nascostamente nelle pieghe della vita personale e comunitaria!
Tutto ciò è opera dello Spirito che dal Padre e dal Figlio viene donato a noi!
Benedici anche noi, o Signore, preparaci a ricevere il dono dello Spirito in un clima di vera preghiera e comunione!
Maranatha!!! Vieni Signore Gesù!

I primi cinque anni dell'eremo...

8 Maggio 2011-2016

Carissimi Amici, Domenica prossima vivremo liturgicamente la Solennità dell'Ascensione al Cielo di Nostro Signore Gesù Cristo... ma è anche una ricorrenza che voglio condividere con voi nella semplicità e nella preghiera... l'Eremo dell'Amore Misericordioso compie 5 anni!!!
Sì sono passati velocemente e ancora c'è da "fare" qui
per creare un ambiente capace di donare quel calore e quella bellezza che ci avvicinano al Cuore del Padre.

Preghiera e lavoro, lettura e accoglienza: ecco i pilastri della vita che conduco qui e che desidero sempre più condividere con amici vecchi e nuovi...

Nella foto ci troviamo nel chiostro interno dell'eremo con i fratelli sacerdoti che in quella occasione hanno voluto essere presenti in spirito di vera amicizia... grazie a tutti Voi!


lunedì 7 marzo 2016

Una settimana di preghiera, condivisione fraterna e lavoro in eremo con gli amici Costanza e Angelo

Ecco che nel cuore della Quaresima una coppia di amici, appena in pensione, decidono di prendersi alcuni giorni, 7 per la precisione, per dedicarsi all'ascolto della Parola e chiedere luce per il nuovo cammino che li attende, da pensionati ma con una grande voglia di rispondere alle sollecitazioni dello Spirito Santo!

Così dal 29 Febbraio al 6 Marzo Costanza e  Angelo hanno vissuto in Eremo un tempo "speciale" di preghiera, lavoro e fraternità, e io con loro ovviamente... grazie per questa amicizia che ci unisce!


 

lunedì 22 febbraio 2016

Preghiera per il Tempo di Quaresima...

La preghiera di quaresima di Sant Efrem il Siro.

«Signore e Sovrano della mia vita, non darmi uno spirito di pigrizia, di scoraggiamento, di dominio e di vana loquacità!

Concedi invece al tuo servo uno spirito di castità, di umiltà, di pazienza e di carità.

Sì, Signore e Sovrano, dammi di vedere le mie colpe e di non giudicare mio fratello; poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli.
Amen.»
Questa preghiera è attribuita a uno dei grandi maestri della spiritualità orientale: sant’Efrem il Siro.
Si potrebbe definire come la preghiera di quaresima per eccellenza.
La si recita facendo un inchino alla fine di ciascuna delle sue tre parti.
Nella sua semplicità, sottolinea chiaramente gli aspetti del pentimento che costituiscono l’essenza del  cammino quaresimale.
All’inizio essa presenta quattro punti negativi, che sono gli ostacoli da eliminare.
 
Lo spirito di pigrizia

Lo spirito di scoraggiamento

Lo spirito di dominio

Il parlare vano
 
Lo spirito di pigrizia è all’origine della malattia più pericolosa per la vita spirituale. 
Questo  spirito cattivo, impedisce ai nostri buoni desideri di svilupparsi e di realizzarsi.
Ci convince davanti alle nostre colpe ripetute, che nessun cambiamento è possibile. Lo stato di pigrizia è la radice di ogni peccato, perché avvelena l’energia spirituale alla sorgente.

La conseguenza della pigrizia è lo scoraggiamento, che è l’espressione più evidente dell’accidia. Il nostro padre provinciale, Benoît Grière, ci ha lasciato una bella spiegazione riguardo a questa malattia dello spirito.
Scrive tra l’altro: “…Non so se conoscete questo sentimento che rode il religioso e che i Padri greci chiamano accidia. Si tratta di un male subdolo che invade il cuore del monaco e che gli fa perdere ogni gusto per le realtà divine. Nelle malattie dell’anima, il termine che converrebbe meglio utilizzare per definire l’accidia è quello di depressione. 
Ma l’accidia è, prima di tutto, una crisi spirituale che fa precipitare nella tristezza. 
L’accidia è una specie di disgusto, di noia, per le “cose divine”. 
Il monaco, il religioso, non trova più attrazione per la preghiera, per la relazione con Dio...»

Quando la nostra vita non è orientata verso Dio, inevitabilmente diventa egoista e centrata su noi stessi. Allora, si apre la via allo spirito di dominio che ci conduce a considerare la realtà, unicamente in funzione delle nostre idee, dei nostri desideri e dei nostri bisogni. 
Attraverso l’esclusione di Dio dal centro della nostra vita, noi provochiamo una vera morte spirituale o più precisamente, il nostro suicidio spirituale.
Il suicidio spirituale consiste in questo: impedire alla parola di Dio di generare la vita nella nostra vita. Restiamo soli con la nostra parola, una parola vana, vuota, che diventa un chiacchierare sterile.

Questi quattro aspetti negativi, sono gli ostacoli da eliminare; ma solo la grazia di Dio può permetterci di realizzare questa purificazione.
«Concedi invece al tuo servo…»

Dopo questa constatazione dell’impotenza umana, la preghiera ci mostra gli scopi positivi del cammino di conversione, che sono anch’essi quattro:
La castità

L’umiltà

La pazienza

La carità
 
La castità si oppone al desiderio di possesso, che abita il nostro cuore.
Essa ci permette di comprendere la vita nella sua integralità. 
La castità ci mette di fronte all’esigenza di riconoscere che da soli, non siamo capaci di realizzare i desideri profondi del nostro cuore e che tutto nella nostra vita è frutto della benevolenza divina.

La visione integrale della vita, che possediamo grazie allo spirito di castità, fa nascere in noi la virtù dell’umiltà, che è la capacità di vedere e di accogliere la verità. 
L’umiltà ci fa tendere le mani verso Dio, nella consapevolezza che niente possiamo dire nostro e che tutto ci è donato.

La castità e l’umiltà sono seguite dalla pazienza. 
Lo spirito di possesso ci spinge a volere tutto e subito, senza mai permetterci di sentirci veramente soddisfatti. Ci fa vivere continuamente nell’ansia, senza mai permetterci di accontentarci.
La pazienza nasce dall’esperienza della fedeltà di Dio, dal suo non deluderci mai, e dalla consapevolezza che la felicità si sedimenta nel nostro cuore col tempo ed è sperimentabile solo da chi acquista uno sguardo profondo ed integrale della vita.

Il cammino di conversione tocca l’apice quando si manifesta la virtù della carità, dono di Dio e frutto di ogni sforzo spirituale. 
Il percorso quaresimale è infine riassunto nella domanda finale della preghiera:
«dammi di vedere le mie colpe e di non giudicare mio fratello ».
L’orgoglio è la sorgente del male e ogni male è orgoglio.
Il cammino di quaresima ci conduce ai piedi della croce del Cristo, per riconoscere il nostro bisogno di essere guariti dalla sua misericordia e per essere a nostra volta misericordiosi verso i nostri fratelli.

lunedì 18 gennaio 2016

Eremiti sacerdoti nella diocesi di Milano....

Don Foli Busnelli ha scelto di fare l'eremita

Sintesi della notizia
Don Raffaele Busnelli, originario della parrocchia di Santa Maria Nascente, è nato a Mariano Comense il 14 febbraio 1972 ed ha ricevuto l'ordinazione presbiteriale il 12 giugno 1999 cui è seguito il suo incarico di vicario parrocchiale di San Giuseppe a Cologno Monzese. Ora ha deciso di fare l'eremita, dal greco "chi vive nel deserto", imitando l'esempio di quei religiosi che vogliono dedicarsi a una vita d'ascesi e di contemplazione in luoghi separati dal mondo.
Dopo tre anni come vicario e assistente dell'oratorio "Sant'Agostino" di Treviglio, il 2 settembre il sacerdote ha deciso di intraprendere un percorso di preghiera lontano dai quotidiani contatti pastorali con i ragazzi e la comunità parrocchiale ed è in attesa di conoscere il nome dell'oasi monastica che gli verrà assegnata a breve. La sua è stata una scelta maturata da tempo, almeno da cinque anni, quando il sacerdote presentò al Cardinale Dionigi Tettamanzi il suo desiderio, che ora si è realizzato. Tanto volute dal Cardinale Carlo Maria Martini, le oasi monastiche sono destinate a diventare realtà: saranno quattro come i sacerdoti della diocesi di Milano che hanno intrapreso questo cammino.
Marina Doni (Giornale di Seregno, martedì 11 settembre 2012, pag. 19)

martedì 12 gennaio 2016

Intervista di Natale all'eremo su YouTube...

https://m.youtube.com/watch?v=LXtV51rxSXk

Questo è il Links della intervista ...

Un saluto a tutti

martedì 15 dicembre 2015

Preghiera nella Terza Settimana di Avvento

Preghiera per questa terza Settimana di Avvento:

Prega per noi, o Vergine Maria, Madre dello stupore,
perché possiamo somigliare al tuo cuore immacolato ...
e gioire nell'esperienza di una intimità fiduciosa con il Padre.
Come tu hai accolto Gesù quale Figlio,
noi possiamo accoglierlo quale Pane Eucaristico,
principio dei nostri pensieri, delle nostre azioni, dei nostri desideri.
Quando incontriamo le difficoltà della vita,
ricordaci "l'unica cosa necessaria" e insegnaci
ad abbandonarci alla volontà del Padre.
I nostri rapporti non siano regolati dalla logica della carne
e del sangue, del mondo e degli interessi, ma da quella dello Spirito,
che ci invita ad una beatitudine di amore, gioia e pace in Cristo.
O Maria, fa' che abitiamo la terra
con lo sguardo rivolto alle necessità dei fratelli,
il cuore sollecito alla loro gioia,
l'orientamento a Colui che solo ha Parole di Vita.